DEPRESSIONE: come combatterla

Il mostro che divora il nostro Io

Ognuno di noi ha un mostro contro cui lottare, giorno dopo giorno. A volte si tratta di una paura, un limite; altre volte ti guarda in faccia e ti parla, ha un nome ed un cognome.

Il mio no, non lo è. Il mio non lo vedi, non lo senti, non ti parla, nemmeno ti urla contro. Il mio è un grande buco nero, buio, opprimente, sempre più in crescita in Italia e nel mondo, soprattutto tra le donne: il suo nome è depressione.

Non vergognarsi mai dei propri “limiti”

No, non me ne vergogno! Sono ben altre le cose di cui una persona dovrebbe vergognarsi!  È vero, c’è ancora molta ignoranza al riguardo, tanto imbarazzo nel parlarne, nel confidarsi. La depressione rimane ancora un tabù. E’ la più incomunicabile delle sofferenze.  Ed io penso di comprenderne le ragioni…

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Come riconoscere la depressione?

La depressione è una vera e propria malattia, a volte molto grave. Un fiume in piena che rischia di travolgerti, trascinandoti sempre più in basso, sottraendoti ogni energia e lasciando in te la sensazione di non farcela… e allora ti senti escluso da tutti, dal mondo, la vita ti scorre via dalle mani senza nemmeno accorgertene. Un’ombra invisibile che ti segue ovunque! Una “prigione” che rischia di inghiottirti ogni giorno di più.

E’ noto che anche la scrittrice J.K. Rowling abbia in passato sofferto di depressione. Ma ne è uscita, grazie anche ai libri di Harry Potter.  Ed è in questi libri che ha creato un’incredibile metafora della malattia in questione, inventando una particolare figura, quella del Dissennatore: una creatura oscura, un non-essere che si nutre della felicità degli uomini che incontra, facendoli sprofondare nella disperazione. Se non lo affronta, la vittima può impazzire e cadere in uno stato vegetativo permanente. 

“Se ti avvicini troppo ad un Dissennatore, ogni sensazione piacevole, ogni bel ricordo ti verrà succhiato via. Se appena può, il Dissennatore si nutrirà di te abbastanza a lungo da farti diventare simile a lui… malvagio e senz’anima. Non ti rimarranno altro che le peggiori esperienze della tua vita. E le cose peggiori che sono successe a te, Harry, bastano a far precipitare chiunque da un manico di scopa. Non hai niente di cui vergognarti”. 

J.K. Rowling, Harry Potter, libro 3, cap.10. 

Ulteriori letture: Come riconoscere la depressione: sintomi, cosa non fare e cosa non dire

Le varie fasi della depressione

Le giornate trascorrono tutte uguali, spesso sul letto, al buio, nella tua cameretta, perché è solo lì che ti senti veramente al sicuro. Dai tuoi occhi non scende neanche una lacrima, non hai più la forza nemmeno di piangere.  Le notti non passano mai, immobile fissi il soffitto, senza riuscire a dormire. Pensi al passato, a quando stavi bene, ad ogni piccolo ricordo, una voce, un suono, un profumo.

Ogni giorno è mortalmente noioso, non accade nulla! Non provi più alcuna emozione, alcuna sensazione, nessun piacere, non c’è più niente di cui ti importi davvero. Tutto sembra avvolto nella nebbia, cupo, senza colori. Non hai più alcun obiettivo, nessun sogno, il solo arrivare a fine giornata ti sembra già troppo! Con gli altri fingi che vada tutto bene, cerchi di nascondere i tuoi sentimenti e modificare i tuoi stati d’animo.  

Ti perderai e non capirai più niente…  

Prigionieri di se stessi 

Sei prigioniero in un corpo che senti non ti appartenga più, in una mente che vorrebbe solo spegnersi, offuscata com’è dall’incertezza, dal panico, dall’ansia  e si, anche dal mal di vivere. E allora non trovi più un senso, una ragione per andare avanti. Avverti solo il peso di alzarti ogni mattina, senti solo rumore… Ti chiedi il perché, come hai fatto a ridurti così, cerchi di capire come mai vivere sia diventato così insopportabile.  E non riesci a trovare risposta…

Pensi sia inutile parlarne con qualcuno, tanto nessuno capirebbe, al di fuori degli specialisti. Perché non riesci neanche a spiegarle a te stesso certe cose.  E perché fa male confidare le proprie paure più intime. Come potresti mai dire ad una persona che ami e che ti ama che spesso ti ha sfiorato il pensiero di farla finita?!

“La depressione è un male di vivere talmente penetrante che il pensiero della morte diventa un balsamo, una consolazione”.

Vittorino Andreoli

L’errore più grande: isolarsi

Quindi pensi che la cosa migliore, quella più giusta, sia allontanarsi da tutti; pensi non sia giusto addossare alle persone a cui tieni di più un fardello così pesante; non vorresti mai vederle star male per te.  E ti chiudi in te stesso! Ti senti dannatamente solo, abbandonato. Ti senti invisibile, fuori posto ovunque. È questo che fa la depressione: ti fa essere il carceriere di te stesso! Questa patologia si nutre dell’isolamento di chi ne soffre! 

Senza via di scampo

Sei sicuro che non ci sia una via d’uscita, che non ritroverai mai più la tua felicità. Non riponi più alcuna speranza nel futuro. Ma è qui che sbagli! A tutto si può porre rimedio. Perché la vita è bella e soprattutto è l’unico regalo che non riceverai mai due volte!

Iniziare a lottare

Allora devi ritrovare tutta la forza che è dentro di te e risalire su, per combattere contro quel mostro che ha tentato di distruggerti, di privarti dei tuoi sogni. Inizierai il percorso della guarigione, della rinascita, della riscoperta. Un cammino che dipenderà tutto da te, ma il traguardo finale merita il tuo sforzo: niente è più importante di te stesso e della tua felicità! Capirai tante cose, comincerai a gioire per niente, ad apprezzare i piccoli gesti, quelli ai quali quasi nessuno ormai fa più caso. 

“I momenti più gloriosi della tua vita non sono i cosiddetti giorni del successo, ma piuttosto quei giorni quando dalla depressione e dallo sconforto senti sorgere in te una sfida alla vita, e la promessa di realizzazioni future”.  Gustave Flaubert

Ricominciare a vivere

Ma tu si, tu noterai ogni piccola cosa. Uscendo da quell’angolino in cui ti eri rannicchiato, godrai del calore del sole sulla tua pelle nuda, dell’abbraccio di tua mamma, dei baci con la persona che ami, persino delle liti con i tuoi fratelli… perché prima eri morto dentro, ma ora, ora sei vivo! E lo sei più che mai!  Hai toccato il fondo, ma stai risalendo in superficie e sai che tornerai a splendere ancora.

Nuove consapevolezze

Molte persone non le ritroverai più al tuo fianco, perché fuggirai da chi giudica sempre tutto e tutti, eccetto se stesso; perché non avrai più voglia di passare del tempo in compagnia di chi non è in grado di comprendere, di ascoltare, di “sentire”; perché ciò che non capirai durante la risalita saranno gli sguardi intrisi di pietà e compassione di quelle persone che ti crederanno debole. Ma bada bene, soffrire di depressione non vuol dire essere deboli o privi di personalità o incapaci, ma aver voluto esser forti per tanto, troppo tempo!

E allora imparerai a fare a meno di loro, capirai che non meritano la tua presenza e regalerai loro la tua assenza. 

Imparare a difendersi

Non vorrai dare il tuo oro a chi conosce solo l’argento. Non dovrai dare il tuo mille a chi sa contare solo fino a cento. Aprirai il libro della tua vita a poche persone, solo in pochissimi capiranno cosa c’è dentro, gli altri saranno soltanto curiosi.

Ciò che conta davvero

Più di tutto, noterai le persone che ti amano veramente, quelle che ci sono sempre state, perché per restarti accanto in questo cammino di vita/morte/rinascita devono veramente tenere molto a te. Ecco, queste poche persone tienitele strette, non perderle mai, sono fiori rari e preziosi. In un momento tutto ti sarà più chiaro: chi ti è stato vicino nelle giornate di pioggia, merita di camminare al tuo fianco sotto il sole, nelle mattine d’estate!

E’ importante perdonare se stessi        

Alla fine ti perdonerai per tutto quel tempo in cui hai pensato di arrenderti, per tutti quei finti sorrisi e intanto dentro morivi, per tutte le volte in cui hai smesso di amarti; per tutte quelle lacrime che hai versato, per tutti quei giorni in cui non hai vissuto. 

Grazie Vita!

E allora ringrazierai la vita, per averti insegnato che cadere dà la possibilità di rialzarsi e diventare persone migliori, complete, più belle; per averti mostrato ogni sua piccola sfaccettatura, quelle belle e anche quelle brutte; per averti posto di fronte un nuovo ostacolo e una nuova sfida e li hai superati entrambi; per averti fatto capire che non puoi cambiare ciò che è stato, ma devi accettarlo e proseguire; per averti fatto vedere il tuo raggio di sole anche dietro le nuvole più nere. Ringrazierai la vita per averti offerto una seconda possibilità, per averti permesso di trasformare il dolore in forza, per averti fatto crescere. 

La lezione che la depressione impartisce

Ti rimarrà qualche cicatrice, qualche livido, ma non dovrai nasconderli, perché ti hanno reso ciò che sei e perché non può esistere guerriero senza ferite di guerra.

Dalla depressione non si esce mai gli stessi di prima, si ha una “metamorfosi” e, spesso, un arricchimento interiore.  Così capirai che tutto quanto ha avuto un senso, che nulla avviene per caso, che la vita toglie ma soprattutto dà.  Imparerai a prenderti cura di te, a vivere ogni nuova esperienza con gioia e serenità. Imparerai che da un giorno all’altro tutto può cambiare e dovrai accettarlo come un albero fa con il vento, piegandosi ma non spezzandosi.  E ne uscirai più forte!

Imparerai a valutare ogni cosa ed ogni persona dando loro il giusto peso, la giusta importanza; comincerai ad analizzare tutto con razionalità ed obiettività; capirai che niente e nessuno al mondo potrà più toglierti il sorriso!  Comincerai ad apprezzare le piccole cose, a riflettere per non commettere più gli stessi errori.

Sarai orgoglioso di te stesso per esser riuscito ad affrontare questa battaglia e un giorno potrai gridare al mondo di esserne uscito vincitore.   Sarai una persona nuova, migliore. Una persona che ha pianto, gioito, che ha perso e che ha vinto; una persona che è caduta e si è rialzata.

Adesso guardati allo specchio, sii fiero di ciò che stai affrontando e sorridi… meriti il meglio!

Questa è la mia storia, o almeno solo una piccolissima parte. Non posso ancora urlare al mondo di essere guarita, ma oggi so per certo che ce la farò!